Giubileo 2016 - Un posto per la casa e il lavoro, un posto... per Dio!

Cronaca della processione cittadina in onore della Beata Vergine Maria del Rosario - Messina, 9 Ottobre 2016

Il Rosario: preghiera prediletta della Vergine Maria, amata dai fedeli perché semplice e capace di potere suscitare la riflessione sui misteri di Cristo visti attraverso il cuore e gli occhi di sua Madre, ecclesiale perché sul suo esempio ci fa vivere il discepolato come diaconia, efficace mezzo di evangelizzazione perché attraverso la Parola di Dio permette l’annunzio delle verità principali della fede cristiana. Dono di Dio alla Chiesa, frutto della spiritualità e dell’apostolato dei Domenicani “eredi e propagatori” di questa salutare preghiera.

Questi i temi della settimana che dal 2 al 9 ottobre ha visto la presenza del simulacro della Beata Vergine Maria del Rosario, venerato nella nostra Cattedrale “cuore della Chiesa di Messina”, nella storica ricorrenza del Giubileo Domenicano che a Messina viene celebrato in maniera particolare essendo stata la comunità messinese, fondata nel 1219 ancora vivo San Domenico. La processione cittadina che si è svolta, per la prima volta nella storia, nel pomeriggio di Domenica scorsa ha visto una buona partecipazione di fedeli e delle Confraternite cittadine, come anche del Vascelluzzo per manifestare questa corale fede mariana della nostra città.

Due soste significative di preghiera si sono svolte lungo il tragitto della processione, una di fronte al Municipio (per la Città di Messina) guidata da p. Giovanni Calcara, parroco di San Domenico e l’altra di fronte alla stele della Madonna della Lettera (per la Chiesa di Messina), guidato da mons. Angelo Oteri, decano del Capitolo metropolitano della Cattedrale.

Padre Calcara ha richiamato innanzitutto il dovere dei credenti in quanto “cittadini degni del Vangelo” a prendere parte in maniera fattiva e creativa alla vita della propria città, vista come luogo di santificazione e di testimonianza. Dall’altra parte, richiamando Giorgio La Pira che affermava: “in una città ci deve essere un posto per abitare: la casa; per lavorare: la fabbrica; per essere curato: l’ospedale; per essere formati: la scuola; per Dio: nel cuore dell’uomo”. Tutto questo avviene a Messina? Di chi le colpe per il degrado ambientale, morale, istituzionale (crisi del Comune, crisi della Chiesa da un anno in attesa del suo nuovo Vescovo) in cui viviamo? Nessuno, però, può accusare gli altri di niente, se prima non si è compiuto il proprio dovere in tutti gli ambiti in cui si vive, lavora o si è impegnati. Ha poi richiamato, un principio fondamentale della convivenza umana e civile: il diritto alla libertà d’espressione. Si può essere d’accordo o contrari alle opinione degli altri, richiamare alla responsabilità delle proprie affermazioni ma guai a creare condizionamenti legati al “perbenismo di facciata” per non avere il coraggio di chiamare le cose “con il proprio nome” e quindi di non affrontarle.

Successivamente l’assessore Ossino, presente a nome dell’Amministrazione Comunale, ha offerto un omaggio floreale alla Vergine del Rosario e ha ringraziato per l’occasione offerta per invitare tutti all’impegno comune verso il bene di tutti e della città. Ha richiamato le difficoltà che tutti conoscono, come anche la bellezza del luogo “uno dei più belli di Messina”, ribadendo la necessità della preghiera e della fede per risolvere i problemi che a tanta gente impediscono di vivere nella speranza.

Di fronte al Palazzo del Governo, mons. Oteri ha richiamato innanzitutto l’importanza dell’occasione storica del Giubileo Domenicano ricordato e celebrato in Cattedrale per una settimana, poi del luogo, e della bellezza e la visione della stele della Madonna della Lettera. Inoltre ha ricordato la testimonianza della Chiesa messinese in cui tanti uomini e donne, chierici e religiosi che “hanno vissuto e sostenuto un testimonianza che hanno reso la bellezza e la spiritualità della nostra Città che l’hanno resa famosa per la sua laboriosità. A noi, come ai Domenicani è affidato il compito dell’annuncio del vangelo della gioia, attraverso la devozione alla madonna del Rosario o “delle Vittorie”, oggi abbiamo bisogno di cantarla questa vittoria per essere costruttori della città degli uomini e di Dio”. Inoltre ha richiamato i “diritti d’autore” del progetto universale di Dio che attraverso l’esempio di Maria  e dei santi si realizza in mezzo a noi. Infine invitava tutti i presenti alla tradizionale triplice acclamazione: “della Lettera Madre e Regina: salva Messina, salva Messina”.

La processione ha poi proseguito per la parrocchia di San Domenico, dove il simulacro della Beata Vergine Maria del Rosario è abitualmente venerato. Domenica 16 alle ore 16, si svolgerà invece la processione parrocchiale, lungo il tragitto tradizionale del quartiere Dazio e Giostra.

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